NORMATIVA
Divieti di circolazione mezzi pesanti 2026: 80 giornate di stop che decidono i tuoi tempi di consegna
Il decreto MIT fissa 80 giornate di stop nel 2026 per i veicoli oltre 7,5 tonnellate. Cosa deve sapere chi spedisce: date, deroghe ed effetti su tempi e costi.
Redazione · 12 febbraio 2026
Nel 2026 i veicoli adibiti al trasporto merci con massa superiore a 7,5 tonnellate si fermano per 80 giornate: fine settimana, festività e i weekend estivi. Lo stabilisce il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti firmato a dicembre 2025, che ogni azienda di trasporto conosce a memoria e che molti committenti scoprono solo quando una consegna slitta.
Cosa prevede il calendario 2026?
Il decreto ministeriale n. 325 del 12 dicembre 2025, pubblicato dal MIT a fine dicembre 2025, fissa il calendario annuale dei divieti di circolazione fuori dai centri abitati per i mezzi sopra le 7,5 tonnellate. Come ricostruito da Logisticamente, le giornate di limitazione sono 80, concentrate nelle domeniche, nelle festività nazionali e nei sabati dei mesi estivi, con fasce orarie differenziate tra periodo invernale e periodo estivo.
La logica è sempre la stessa: togliere i mezzi pesanti dalla strada quando il traffico leggero è al massimo. Per chi spedisce, il risultato pratico è che il venerdì pomeriggio e i prefestivi diventano colli di bottiglia, e le merci caricate a ridosso del blocco viaggiano solo dal giorno successivo alla fine del divieto.
Un dettaglio che sfugge spesso ai committenti: il divieto riguarda la circolazione, non il carico e lo scarico. Un mezzo può essere caricato in un giorno di divieto e partire alla fine della fascia oraria vietata. I vettori organizzati usano questa finestra per farsi trovare pronti al minuto dello sblocco: un motivo in più per concordare i carichi con anticipo invece di subirli.
Quali sono le novità di quest’anno?
Due, entrambe rilevanti anche per il committente.
- Trattori stradali isolati. Il divieto non si applica ai trattori che viaggiano senza semirimorchio, ad esempio nel tragitto di rientro in sede o per andare ad agganciare un semirimorchio. Per i flussi intermodali significa più flessibilità nel riposizionamento dei mezzi.
- Deroga Milano-Cortina. Dal 1° gennaio al 31 marzo 2026 possono circolare anche nei giorni di divieto i veicoli impegnati nella logistica dei Giochi olimpici e paralimpici invernali, se muniti del contrassegno della Fondazione Milano Cortina 2026 e della documentazione di viaggio. Chi opera nel Nord Est deve però mettere in conto l’effetto opposto: più traffico e più pressione sulla capacità di trasporto lungo le direttrici dei Giochi fino a fine marzo 2026.
Chi è esente e come funzionano le deroghe?
Il decreto conferma l’impianto consolidato delle esenzioni: restano fuori dal divieto, tra gli altri, i trasporti di prodotti deperibili in regime di temperatura controllata, i veicoli che trasportano animali vivi, i carburanti destinati alla distribuzione e i trasporti di emergenza. Per casi specifici le Prefetture possono rilasciare autorizzazioni in deroga, ma i tempi di istruttoria non sono compatibili con le urgenze dell’ultimo minuto: la richiesta va presentata con anticipo e motivata.
Per il committente la conseguenza è concreta: se la tua merce non rientra nelle categorie esenti, non esiste scorciatoia. La domanda da fare al fornitore di trasporto non è “riesci comunque a partire?”, ma “come ripianifichiamo il carico rispetto al calendario?”. Un vettore serio risponde con date; un vettore che promette di viaggiare in divieto sta scaricando su di te un rischio sanzionatorio e assicurativo.
Perché il calendario riguarda chi spedisce e non solo chi trasporta?
Perché ti riguarda: i divieti sono un vincolo del tuo fornitore, ma i costi ricadono su di te.
- Tempi di resa. Una spedizione affidata giovedì sera con resa promessa “48 ore” può legittimamente arrivare martedì se in mezzo ci sono un sabato estivo e una domenica di divieto. Chi promette consegne ai propri clienti senza guardare il calendario promette a vuoto.
- Giacenze e fermi. La merce che non può viaggiare occupa spazio: sui piazzali del vettore, nei magazzini di transito, a volte sul mezzo fermo. Nei contratti queste voci hanno un prezzo, e nei periodi di divieto lungo si accumulano.
- Programmazione dei carichi. I giorni che precedono un blocco lungo, tipicamente prima di Pasqua, di Ferragosto e delle festività di fine anno, sono i più contesi: la capacità di trasporto si esaurisce e le tariffe spot salgono. Prenotare in anticipo in quelle finestre vale più di qualsiasi sconto negoziato.
Cosa fare in pratica?
In pratica: tre mosse a costo zero.
- Scaricare il calendario ufficiale dal sito del MIT e riportare le giornate di divieto nel planning spedizioni aziendale, accanto alle chiusure dei clienti.
- Verificare nel contratto di trasporto come vengono trattati i giorni di divieto nel calcolo dei tempi di resa: se il testo non li esclude esplicitamente, chiarirlo prima del prossimo ritardo, non dopo.
- Anticipare le spedizioni critiche che cadono a ridosso dei blocchi lunghi, coordinandosi con il vettore su date di carico alternative.
Il calendario dei divieti è l’esempio perfetto del motivo per cui è nata questa testata: un’informazione pubblica, gratuita e nota a tutto il settore che quasi mai arriva sulla scrivania di chi la logistica la paga. Nel 2026 le 80 giornate sono già scritte: usarle per pianificare è la differenza tra un vincolo e una scusa.