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Logistica B2B

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BRIEF

Perché nasce Logistica B2B: la logistica raccontata a chi la paga

La logistica raccontata a chi la compra: perché nasce una testata per i titolari di PMI che spediscono e ricevono merce, cosa copre, come lavora la redazione e come segnalarci un errore.

Redazione · 1 agosto 2026

Fotografia editoriale della scena descritta nell articolo

In Italia esistono ottime testate di logistica. Parlano quasi tutte agli addetti ai lavori: logistics manager, operatori 3PL, autotrasportatori, spedizionieri. Nessuna parla in modo sistematico a chi la logistica la compra: il titolare della PMI che ogni giorno spedisce e riceve merce, firma contratti di trasporto, sceglie corrieri, paga noli e supplementi. Logistica B2B nasce per questo lettore.

Per chi scriviamo?

Scriviamo per il titolare, il direttore operativo o il responsabile acquisti di un’azienda italiana da 30 a 300 dipendenti che produce, trasforma o distribuisce. Una persona che non ha un ufficio logistica strutturato, ma prende decisioni logistiche ogni settimana: quale vettore usare, se esternalizzare il magazzino, come leggere una clausola carburante, cosa rispondere allo spedizioniere che chiede i dati per la dogana.

Per questa persona la logistica non è un mestiere: è un costo, un rischio e a volte un vantaggio competitivo. Le riviste di settore le parlano sopra la testa. Noi vogliamo parlarle in modo diretto, breve e utile.

Cosa copriamo?

Cinque filoni fissi:

Come lavora la redazione?

Il metodo è più severo della media, ed è verificabile pezzo per pezzo.

Ogni numero ha una fonte primaria linkata. Prima di pubblicare un dato scarichiamo il documento di origine e controlliamo che il numero ci sia davvero, nel testo o nella tabella: non basta che una fonte “lo dica in giro”. Se il documento non regge, cambiamo fonte o cambiamo tema. Le stime nostre, quando servono, sono dichiarate come tali e mostrano il calcolo.

Un dato vive a un solo indirizzo. Quando un numero cambia, aggiorniamo l’articolo che lo ospita invece di scriverne uno nuovo: chi ha salvato il link trova la versione corrente, con la data dell’ultimo aggiornamento. È il principio dei nostri tracker.

Il formato è dichiarato. Ogni articolo apre con la risposta, non con il contesto; dice quanto tempo richiede la lettura e contiene il blocco “Perché ti riguarda”, la parte per chi ha tre minuti e non trenta. Le etichette fisse, “In pratica”, “I numeri”, “Scadenza”, servono a trovare in fretta quello che serve.

Quali fonti usiamo e con che ordine?

La gerarchia è fissa. Prima le fonti istituzionali e normative: ISTAT, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Gazzetta Ufficiale, autorità di regolazione, Banca d’Italia per i noli. Poi le associazioni di categoria che pubblicano dati con metodologia dichiarata: Confetra, ANITA, Fedespedi, Assoporti, gli osservatori universitari. Infine la stampa specializzata, che citiamo con il link quando riprende bene un dato o arriva prima di noi. Le tre fasce non si mescolano: un comunicato aziendale non diventa mai “i dati dicono”.

Sui fornitori vale una regola sola: terzietà. Non vendiamo servizi logistici e non facciamo da megafono ai comunicati stampa. Quando confrontiamo operatori o soluzioni, nominiamo più fornitori con gli stessi criteri e spieghiamo la metodologia. Nessuno può comprare una posizione in un nostro confronto.

Cosa promettiamo al lettore?

Quattro impegni, scritti qui perché tu possa contestarceli.

  1. Nessun numero senza fonte linkata. Se trovi un dato orfano, è un nostro errore: segnalacelo.
  2. La risposta prima del contesto. Il tempo di chi guida un’azienda vale più del nostro spazio.
  3. Aggiornamento dichiarato. Data in testa a ogni articolo; sui contenuti che invecchiano, tracker e calendari, la data dice quanto è fresco il numero che stai leggendo.
  4. Indipendenza dichiarata. Se un contenuto è sponsorizzato, lo leggi nell’etichetta prima di leggere il titolo. Il resto non lo è.

Hai trovato un errore?

Scrivici a redazione@edizionib2b.it: rispondiamo entro 48 ore. Se l’errore c’è, correggiamo l’articolo e lo dichiariamo con una nota datata in testa al pezzo, senza far sparire nulla in silenzio. Le segnalazioni dei lettori che lavorano in azienda sono la migliore verifica sul campo che una redazione possa avere: se una nostra guida non torna con quello che vedi nei tuoi contratti o nelle tue fatture, vogliamo saperlo.

Perché adesso?

Perché la logistica è diventata una variabile strategica anche per chi non l’ha mai considerata tale. Le tensioni sulle rotte marittime, le nuove regole doganali europee, il costo dell’energia e la carenza di autisti hanno trasformato scelte che un tempo erano di routine in decisioni che spostano margini. Chi guida una PMI ha bisogno di capire questi temi senza doversi abbonare a una rivista per specialisti. Il punto di partenza che consigliamo è la guida agli Incoterms 2020: la pagina che spiega chi paga cosa in ogni compravendita internazionale.

Perché ti riguarda: se la tua azienda spedisce o riceve merce, la logistica pesa sui tuoi conti più di quanto dicano le fatture di trasporto. Questa testata esiste per farti arrivare preparato ai rinnovi contrattuali, alle scadenze normative e alle scelte di fornitura. Due articoli a settimana, una newsletter il giovedì, zero gergo inutile.

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