NORMATIVA
Il camion resta fuori dall'iperammortamento 2026, ma il magazzino automatico no
Il nuovo iperammortamento della Legge di Bilancio 2026 esclude l'acquisto di autocarri, anche interconnessi, ma copre magazzini automatici, robot, AGV e sistemi di picking con una maggiorazione fino al 180%. Chi nella logistica può usarlo davvero, con quali scaglioni e quali scadenze.
Redazione Logistica B2B · 24 settembre 2026
Il nuovo iperammortamento della Legge di Bilancio 2026 non copre l’acquisto di autocarri, nemmeno quelli interconnessi e dotati di sensori di ultima generazione. Copre invece i magazzini automatici, i robot di movimentazione, i veicoli a guida automatica (AGV) e i sistemi di picking, con una maggiorazione del costo fiscalmente deducibile fino al 180%. Per un’azienda di trasporto o logistica il messaggio è netto: l’incentivo non aiuta a rinnovare la flotta, aiuta a automatizzare quello che sta intorno alla flotta.
Perché ti riguarda
Se stai pianificando investimenti per il 2026 e hai messo in lista sia i camion sia il magazzino, la leva fiscale non tratta le due voci allo stesso modo. Un autocarro nuovo resta un costo pieno, ammortizzabile con le regole ordinarie. Un investimento in automazione di magazzino, se rispetta i requisiti tecnici, può arrivare a dedurre fino a quasi il doppio del suo costo fiscale. Su un progetto da un milione di euro in un magazzino automatico la differenza, nel tempo, vale centinaia di migliaia di euro di imponibile in meno. Prima di firmare un ordine, conviene separare le due voci di spesa e valutarle con criteri diversi.
Cosa dice esattamente la norma su chi resta escluso?
Il nuovo iperammortamento, collegato al Piano Transizione 5.0, è un’agevolazione fiscale extracontabile: aumenta il costo dell’acquisizione ai soli fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing, senza toccare il valore reale del bene in bilancio. Si applica agli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, come riportato dalla pagina ufficiale del Nuovo Piano Transizione 5.0 - Iperammortamento sul sito del MIMIT. Gli autocarri restano fuori dal perimetro perché la norma guarda ai beni strumentali dell’elenco 4.0/5.0 (allegati alla legge 232/2016 e successive modifiche), pensato per macchinari di produzione e movimentazione interna, non per i veicoli destinati al trasporto su strada: lo conferma la rassegna di Uomini e Trasporti, che nel titolo stesso riassume il perimetro: camion no, magazzini, robot e picking sì.
Quali investimenti in logistica rientrano davvero?
Rientrano gli impianti di intralogistica automatizzata: magazzini autoportanti serviti da traslo-elevatori, scaffalature ad alta densità con navette, veicoli a guida automatica (AGV) e robot mobili autonomi (AMR) per la movimentazione dei materiali, sistemi di picking e sorting, tecnologie RFID e piattaforme software interconnesse al gestionale aziendale. La condizione tecnica non negoziabile è l’interconnessione: il sistema deve scambiare dati in modo bidirezionale con i sistemi informativi dell’azienda e certificare questa interconnessione, altrimenti l’accesso alla maggiorazione decade. Sono ammissibili anche il software di gestione flotta e le tecnologie IoT per il monitoraggio e il controllo delle merci, purché integrati nello stesso perimetro digitale.
Quanto vale in pratica la maggiorazione?
La Legge di Bilancio 2026 struttura l’iperammortamento a scaglioni sul costo dell’investimento, non con un’aliquota unica: +180% per la quota fino a 2,5 milioni di euro, +100% per la quota tra 2,5 e 10 milioni, +50% per la quota tra 10 e 20 milioni, secondo la ricostruzione di MySolution. Per una PMI logistica che investe, ad esempio, 1,5 milioni di euro in un nuovo magazzino automatico interconnesso, l’intera quota rientra nello scaglione più favorevole e la base di ammortamento fiscale sale fino al 280% del costo storico del bene: un risparmio di imposta concreto spalmato sugli anni di ammortamento, non un contributo a fondo perduto immediato.
Cosa cambia rispetto al vecchio iperammortamento?
Rispetto alle versioni precedenti della misura, la novità è il collegamento diretto con il Piano Transizione 5.0 e con la piattaforma di prenotazione del GSE, già in uso per gli altri incentivi 4.0/5.0 agli investimenti produttivi. Chi ha già presentato pratiche per macchinari di produzione opera quindi sullo stesso canale anche per gli investimenti in intralogistica, senza dover gestire due procedure separate. Resta però la stessa logica di fondo delle versioni precedenti: l’agevolazione premia chi digitalizza e interconnette gli impianti, non chi si limita a comprare un bene più moderno senza integrarlo nei sistemi informativi aziendali.
In pratica
- Se stai per ordinare un magazzino automatico o un sistema AGV: verifica con il fornitore, prima della firma, che il sistema preveda interconnessione certificata con il gestionale. Senza quella condizione, l’iperammortamento non si applica, qualunque sia la tecnologia installata.
- Se hai in programma anche il rinnovo della flotta: tieni separato il budget veicoli da quello per l’automazione di magazzino. Il primo non beneficia della maggiorazione, il secondo sì, e mescolare i due preventivi rischia di far perdere di vista dove sta il vero risparmio fiscale.
- Se investi oltre i 2,5 milioni di euro: calcola il beneficio per scaglioni, non su un’unica aliquota. La quota che eccede 2,5 milioni scende già al 100% di maggiorazione, un dato che cambia il calcolo di convenienza sui progetti più grandi.
Vai più a fondo
- Nuovo Piano Transizione 5.0, Iperammortamento: pagina ufficiale MIMIT
- Iperammortamento 2026, camion no, magazzini, robot e picking sì: Uomini e Trasporti
- Automazione di magazzino, quando conviene davvero: logisticab2b.it/magazzino-automazione-quando-conviene
- Esternalizzare il magazzino in 3PL, quando conviene: logisticab2b.it/esternalizzare-magazzino-3pl-quando-conviene
- Lunghezza massima degli autoarticolati, la regola generale e l’eccezione: logisticab2b.it/autoarticolati-lunghezza-massima-16-50-18-75-metri
Lettura: 5 min