NORMATIVA
Alcolock camion: chi deve installarlo e quanto costa davvero
Il decreto MIT in vigore dal luglio 2025 estende l'obbligo alcolock anche a furgoni e mezzi pesanti condannati per guida in stato di ebbrezza. Solo tre officine autorizzate in Italia, costo fino a 2.000 euro a carico del conducente.
Redazione Logistica B2B · 14 agosto 2026
Un autista condannato per guida in stato di ebbrezza torna al volante solo su un mezzo con alcolock: in Italia lo installano tre officine.
Perché ti riguarda: se hai autisti alle dipendenze o pochi mezzi aziendali dedicati, una condanna per guida in stato di ebbrezza di un dipendente non è più solo un problema suo. Il decreto attuativo riguarda anche furgoni e autocarri, quindi il veicolo che il tuo autista guida ogni giorno deve essere equipaggiato prima che possa rimettersi al volante. Con appena tre officine autorizzate sul territorio nazionale, il tempo di attesa per l’installazione può bloccare un conducente per settimane, non giorni.
Cosa dice il decreto sul dispositivo alcolock?
Il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, firmato il 2 luglio 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 171 del 25 luglio 2025, definisce caratteristiche tecniche e modalità di installazione dell’alcolock, in vigore dal 26 luglio 2025. Il testo non distingue tra auto private e mezzi commerciali: si applica ai veicoli delle categorie internazionali M1-M3 e N1-N3, quindi copre l’intera gamma da un furgone leggero fino a un autoarticolato pesante. Il dispositivo deve rispondere allo standard tecnico EN 50436, essere montato da officine autorizzate dal ministero, avere marcatura CE e sigilli anti-manomissione.
L’obbligo diventa concretamente eseguibile solo il 24 febbraio 2026, quando il Portale dell’Automobilista pubblica l’elenco ufficiale dei dispositivi ammessi e delle officine abilitate. Tra il decreto e l’operatività reale passano sette mesi: chi ha letto solo la notizia della firma del decreto, nel luglio 2025, poteva legittimamente pensare che l’obbligo fosse già applicabile.
Chi deve installarlo, e per quanto tempo?
L’alcolock non è un obbligo generalizzato su tutti i mezzi pesanti. Scatta per chi ha una condanna definitiva per guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l, con conseguente apposizione sulla patente dei codici 68 (“niente alcol”) e 69 (“limitata alla guida di veicoli dotati di alcolock conforme EN 50436”). La durata cambia in base alla gravità: almeno due anni per un tasso tra 0,8 e 1,5 g/l, almeno tre anni oltre 1,5 g/l. Per tutta la durata del codice, quel conducente può guidare solo veicoli equipaggiati con l’alcolock funzionante, di qualunque categoria M o N.
Per i conducenti professionali con patente C o CE, la questione ha una premessa che precede il decreto alcolock: l’articolo 186-bis del Codice della Strada fissa già da anni un tasso alcolemico consentito pari a zero per chi guida in attività di lavoro. Un autista di mezzi pesanti che risulta positivo, anche a un livello che per un automobilista privato non configurerebbe reato, rischia comunque la sanzione amministrativa prevista per i conducenti professionali. Se il tasso accertato supera la soglia degli 0,8 g/l e porta a una condanna in sede penale, si aggiunge l’obbligo alcolock con gli stessi codici e le stesse durate previste per chiunque altro.
Quanto costa il dispositivo alcolock e chi paga?
Le stime circolate dopo la pubblicazione degli elenchi ufficiali indicano un costo di acquisto e installazione tra 1.000 e 2.500 euro, a cui si aggiungono le tarature periodiche obbligatorie per tutta la durata del vincolo. La spesa complessiva nell’arco dei due o tre anni di obbligo può superare i 1.500-2.000 euro. La legge non prevede alcun contributo pubblico, sgravio fiscale o rimborso: il costo è interamente a carico del conducente sanzionato, non dell’azienda che lo impiega.
Nella pratica, però, la separazione tra “chi paga per legge” e “chi si occupa di trovare un’officina e organizzare i tempi” non coincide sempre. Se il conducente guida un mezzo aziendale e non un veicolo proprio, è quel mezzo specifico a dover ricevere il dispositivo prima che il lavoratore possa tornare a guidarlo: la trattativa su tempi, priorità e disponibilità del veicolo finisce inevitabilmente sul tavolo del datore di lavoro, anche se il conto resta al dipendente.
Perché in Italia ci sono solo tre officine autorizzate?
Al 23 febbraio 2026, data di pubblicazione del primo elenco sul Portale dell’Automobilista, gli installatori abilitati erano tre: a Pisa, a Varese e in provincia di Torino. Un numero così ridotto rispetto al territorio nazionale significa che un’azienda con sede lontana da questi poli deve mettere in conto un mezzo fermo più a lungo del previsto, tra spostamento del veicolo, appuntamento e installazione. Per chi gestisce un piccolo parco veicoli senza margine di sostituzione, la scarsità di officine pesa più del costo del dispositivo in sé: un autista bloccato per settimane in attesa di un appuntamento non è sostituibile con un preventivo più alto, semplicemente non c’è disponibilità.
Cosa rischia chi non lo installa quando è obbligatorio?
Guidare senza il dispositivo alcolock quando la patente riporta i codici 68 o 69 comporta una sanzione amministrativa da 158 a 638 euro e la sospensione della patente da uno a sei mesi. Per un conducente professionale, la sospensione della patente C o CE equivale alla sospensione dal lavoro: non può più guidare i mezzi per cui è stato assunto, indipendentemente dal fatto che l’azienda abbia o meno un ruolo diretto nella violazione. In caso di recidiva nel triennio, la patente viene revocata: la riabilitazione a guidare mezzi pesanti richiede di ripartire dalla formazione base, non da un semplice rinnovo.
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- Gazzetta Ufficiale, Decreto Ministero Infrastrutture e Trasporti 2 luglio 2025, n. 171 del 25/07/2025 · il testo del decreto attuativo sull’alcolock
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