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Eurovignetta: restano solo due paesi a chiederla

Dal 1° luglio 2026 anche i Paesi Bassi escono dall'eurovignetta: resta valida solo per Lussemburgo e Svezia. Chi paga, quanto costa e cosa cambia per chi trasporta merci verso il Nord Europa.

Redazione Logistica B2B · 21 agosto 2026

Vista dall'alto di un'autostrada percorsa da mezzi pesanti all'alba con foschia

Solo due paesi UE chiedono ancora l’eurovignetta: dal 1° luglio 2026 anche i Paesi Bassi sono usciti dal sistema, dopo la Danimarca nel 2025.

Perché ti riguarda: chi organizza trasporti conto terzi verso il Nord Europa deve sapere che l’eurovignetta oggi serve solo per attraversare Lussemburgo e Svezia, non più l’intero quadrante nord-occidentale del continente. Per uno spedizioniere che quota un viaggio Italia-Rotterdam, ignorare il cambio di luglio significa sbagliare il preventivo: nei Paesi Bassi il pedaggio dipende ora dai chilometri percorsi e dalla classe di emissione del mezzo, non più da una vignetta a tempo fisso. Le flotte con veicoli a basse emissioni pagano progressivamente meno in tutti i sistemi coinvolti, mentre chi guida ancora mezzi diesel datati vede il conto salire proprio nei tratti dove il pedaggio forfettario è sparito.

Cos’è oggi l’eurovignetta e chi deve pagarla?

L’eurovignetta è il pedaggio forfettario, valido per un periodo di tempo e non per i chilometri percorsi, che un gruppo di paesi europei applica ai veicoli commerciali pesanti. Si applica ai mezzi con massa complessiva pari o superiore a 12 tonnellate, categoria N3 della classificazione europea: motrici e autoarticolati per il trasporto merci su lunga distanza. Lo confermano sia le schede degli operatori di pedaggio come DKV Mobility sia le guide di settore consultate per questo articolo. Non riguarda furgoni e veicoli commerciali leggeri sotto quella soglia.

Quali paesi la applicano ancora nel 2026?

Il gruppo storico che condivideva l’eurovignetta era composto da cinque paesi: Belgio, Danimarca, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svezia. Le uscite sono arrivate una alla volta. Il Belgio ha aperto la fila il 1° aprile 2016, sostituendo la vignetta con il pedaggio satellitare chilometrico Viapass. Poi la Danimarca, dal 1° gennaio 2025: stesso principio, chilometri percorsi e classe di emissione al posto del forfait fisso, come riporta Confartigianato Trasporti. Infine i Paesi Bassi, dal 1° luglio 2026: da quella data l’eurovignetta non è più accettata sul territorio olandese, sostituita da un pedaggio chilometrico legato alle emissioni di CO2, come confermano sia Uomini e Trasporti sia il bollettino FAI Ferrara Conftrasporto. Restano dentro il sistema solo Lussemburgo e Svezia: chi acquista un’eurovignetta oggi la usa per attraversare questi due paesi, non più cinque.

Quanto costa l’eurovignetta e come si calcola?

Il prezzo dipende dal periodo di validità (giornaliero, settimanale, mensile, annuale), dal numero di assi del veicolo e, dal marzo 2025, anche dalla classe di emissione CO2: cinque fasce, dalla classe 1 (i diesel tradizionali) alla classe 5 (i mezzi a zero emissioni), che sostituiscono la vecchia distinzione basata solo sullo standard Euro. Un esempio concreto riportato da Confartigianato Trasporti: la tariffa annuale per un veicolo Euro VI in classe CO2 1, la meno favorevole, è salita da 1.250 a 1.274 euro, un aumento medio dell’1,9%. Per le classi 2-5, quelle dei mezzi meno inquinanti, sono previsti sconti progressivi rispetto a quella base. Prima di quotare un viaggio conviene verificare la tariffa esatta sul portale ufficiale eurovignette.eu o tramite il proprio fornitore di box di pedaggio, perché la forbice tra un diesel datato e un mezzo a basse emissioni può pesare parecchio su un contratto pluriennale.

Perché Danimarca e Paesi Bassi hanno abbandonato il sistema?

La direzione è la stessa in gran parte d’Europa: sostituire il pedaggio a tempo fisso con sistemi che fanno pagare in base ai chilometri realmente percorsi e alle emissioni del veicolo, sul modello già in uso in Germania, Austria e nello stesso Belgio dal 2016. Nei Paesi Bassi il nuovo pedaggio richiede un dispositivo di localizzazione a bordo che calcola l’importo dovuto in tempo reale: più il mezzo inquina e più chilometri percorre sulla rete olandese, più alto è il conto, riporta Uomini e Trasporti. Il cambio non è isolato: il governo olandese ha abolito la tassa di possesso per i veicoli commerciali fino a 12.000 kg e l’ha ridotta in modo sensibile per quelli più pesanti, per compensare in parte l’introduzione del nuovo pedaggio.

Come cambia la quotazione di una rotta verso il Nord Europa?

Il punto operativo per chi organizza trasporti dall’Italia non è teorico. Fino a qualche anno fa una singola eurovignetta poteva coprire più paesi lungo la stessa direttrice; oggi la stessa rotta verso Rotterdam o Stoccolma richiede il calcolo di sistemi diversi, uno per ciascun paese attraversato: eurovignetta per Lussemburgo o Svezia, pedaggio chilometrico satellitare per Belgio, Danimarca e Paesi Bassi, ognuno con la propria app o dispositivo di bordo. Un trasportatore che quota un viaggio Italia-Rotterdam senza aggiornare il calcolo rischia di sottostimare il costo reale proprio nel tratto finale, quello che attraversa il territorio olandese. Chi gestisce una flotta mista, con mezzi di classi di emissione diverse, deve inoltre tenere conto che lo stesso itinerario può costare cifre molto diverse a seconda del veicolo assegnato.

Come si acquista l’eurovignetta oggi?

Chi deve ancora attraversare Lussemburgo o Svezia acquista l’eurovignetta sul portale ufficiale eurovignette.eu o tramite i fornitori di box di pedaggio (DKV, UTA e operatori simili) che la includono nei propri abbonamenti multi-paese insieme ai sistemi chilometrici degli altri stati. Per un’azienda di autotrasporto che lavora abitualmente su queste rotte, consolidare tutti i pedaggi europei su un unico fornitore di box resta il modo più semplice per non perdere il conto di quale sistema si applica dove.

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