SCENARIO
Sciopero merci 120 ore: consegne a rischio prima di Ferragosto
FAO COBAS proclama 120 ore di sciopero nazionale nell'autotrasporto merci dal 10 al 14 agosto 2026, la settimana prima di Ferragosto. A rischio le consegne alle imprese: cosa verificare se hai spedizioni in transito in quei giorni.
Redazione Logistica B2B · 5 agosto 2026
Da lunedì 10 agosto alle 00:00 a venerdì 14 agosto alle 24:00, per 120 ore consecutive, il sindacato FAO COBAS ferma il personale viaggiante del trasporto merci su mezzi pesanti in tutta Italia. Riguarda gli autisti delle aziende che applicano il contratto collettivo Logistica, Trasporto Merci e Spedizione: la settimana esatta in cui negozi, industrie e magazzini cercano di chiudere le ultime consegne prima della pausa di Ferragosto.
Perché ti riguarda: se hai merce in transito o programmata per il ritiro tra il 10 e il 14 agosto, il rischio non è che sparisca un singolo trasportatore, ma che rallenti l’intera filiera su gomma proprio nei giorni di massimo traffico vacanziero e minima disponibilità di personale sostitutivo. Due mosse concrete, non equivalenti. Opzione A: contattare fin da ora il proprio spedizioniere o vettore per sapere se le tratte assegnate rientrano tra quelle a rischio adesione e, dove possibile, anticipare i ritiri prima di sabato 8 agosto, quando lo sciopero non è ancora scattato. Costo zero, ma richiede magazzino e ordine pronti con qualche giorno di anticipo. Opzione B: per le consegne che non si possono spostare, chiedere per iscritto al vettore una conferma di presa in carico prima del 10 agosto, così da avere una prova contrattuale in caso di ritardo da contestare. Non evita il rallentamento, ma protegge chi deve rendicontare la puntualità a un cliente finale.
Chi si ferma davvero, e chi resta escluso?
Lo sciopero riguarda il personale viaggiante, quindi gli autisti dei mezzi pesanti impiegati nel trasporto merci su strada, non i lavoratori dei treni passeggeri né il trasporto pubblico urbano. Restano fuori anche le aziende che non applicano il contratto collettivo citato dal sindacato proclamante, oltre ai corrieri e alle flotte che operano con contratti diversi da quello di riferimento. In pratica l’impatto non è uniforme: un vettore con personale interno può decidere di aderire in massa, in parte o per nulla, e la differenza si vede solo chiamando direttamente chi ha in mano il tuo carico. La generalizzazione “tutto il trasporto merci si ferma” è comoda per un titolo, ma sbagliata per chi deve pianificare.
Perché lo sciopero cade proprio nella settimana di Ferragosto?
Il calendario non è un caso. Agosto è il mese in cui il traffico veicolare aumenta per gli spostamenti delle vacanze e, in parallelo, molte imprese riducono già l’attività in vista della chiusura estiva: uno sciopero in questa finestra pesa di più a parità di adesione, perché si somma a un sistema logistico già sotto pressione. Per chi lavora nel B2B la lettura pratica è che i cinque giorni di agitazione coincidono con la settimana in cui più aziende clienti chiudono i magazzini fino a fine mese: chi non completa la consegna entro il 9 agosto rischia di dover aspettare la riapertura di settembre, non solo la fine dello sciopero.
Le merci hanno le stesse tutele dei passeggeri quando scioperano i trasporti?
No, non allo stesso modo, ed è la parte meno conosciuta della vicenda. Per il trasporto pubblico di passeggeri esiste una prassi consolidata di “franchigia estiva”: in alcune settimane centrali dell’anno gli scioperi vengono sospesi o limitati per non colpire chi viaggia per le ferie. Per l’autotrasporto merci questa logica non si applica allo stesso modo, perché storicamente la legge 146/1990 sui servizi pubblici essenziali (preavviso minimo, fasce di garanzia, ruolo della Commissione di Garanzia) è nata pensando soprattutto al trasporto di persone. Una delibera della Commissione di Garanzia dell’11 marzo 2026 ha esteso l’applicazione della legge anche alla logistica strumentale al trasporto merci, allargando obblighi di preavviso e procedure di raffreddamento lungo tutta la filiera: le sigle sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti si sono opposte pubblicamente, definendola un cambio di impostazione rispetto a trent’anni di applicazione della norma. Per un’impresa che spedisce, il punto pratico resta questo: a differenza di un treno o di un volo, non esiste una finestra calendarizzata in cui il trasporto merci è garantito per legge durante l’estate.
C’è anche uno sciopero locale ad Ascoli Piceno: cambia qualcosa per chi spedisce altrove?
Sì, ma solo per chi lavora con quei due magazzini. Nella provincia di Ascoli Piceno, il sindacato OSP USB Lavoro Privato ha proclamato lo sciopero del personale non viaggiante delle cooperative Clo Magazzini di Maltignano e Re.Ma di Ascoli Piceno per le intere giornate del 13 e 14 agosto, con un blocco degli straordinari già dal 10 agosto. È un’agitazione locale, distinta da quella nazionale di FAO COBAS sia per sindacato proclamante sia per perimetro: riguarda il personale di magazzino di due realtà specifiche, non gli autisti in transito sulle strade italiane. Chi non movimenta merce tramite quei due magazzini non ne risente direttamente, ma la coincidenza con lo sciopero nazionale nella stessa finestra di agosto aumenta il rischio complessivo per chi ha snodi logistici nelle Marche in quei giorni.
Cosa conviene fare, in pratica, nei prossimi cinque giorni
Chi ha margine di manovra sul calendario dovrebbe anticipare gli ordini più urgenti prima del weekend dell’8-9 agosto, quando lo sciopero non è ancora partito. Chi non può spostare le date dovrebbe chiedere al proprio vettore una mappa esplicita delle tratte coperte in quei giorni, invece di limitarsi a una rassicurazione generica: la differenza tra “stiamo monitorando” e “il tuo carico è confermato per il 12” si misura in giorni di ritardo evitati. Per le imprese che spediscono con continuità su tratte a rischio, ha senso anche valutare con lo spedizioniere una clausola contrattuale specifica sui ritardi da sciopero, così da non doverla negoziare a freddo la prossima volta che il calendario di agosto porta un’altra agitazione.
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